NFC: come funziona la tecnologia per scambiare dati tra i dispositivi

Scambio dati tra due dispositivi tramite NFC - Agemobile.com (Foto X)
La tecnologia ci mette a disposizione tanti strumenti per condividere dati tra due device: alla scoperta di uno dei più sottovalutati.
Puntare la sveglia, magari preparare i vestiti già pronti per cambiarsi la mattina, qualora la sveglia stessa non suonasse (o facessimo finta di non sentirla). Ma anche fare il backup dei propri dispositivi mobili.
Sono queste le mansioni principali da compiere prima di andare a dormire la sera. Farle può assicurare un riposo tranquillo, senza correre il rischio di risvegli “traumatici”. Ebbene sì: tra i propri doveri quotidiani c’è anche la copia dei dati.
Che ci si affidi ad un tool cloud o alle impostazioni del proprio dispositivo salvare una copia di foto, chat e magari anche video che riteniamo indispensabili per lavoro o vita privata è un’attività da compiere con la maggior frequenza possibile.
Un malware, una caduta accidentale o, peggio, un furto ci espongono al rischio di perdere dati ai quali teniamo particolarmente. Disporre di un telefono di “appoggio” può far comodo, soprattutto se c’è da trasferire una piccola quantità di dati.
Near Field Communication: tre parole, mille utilizzi
Se avete questa necessità al caso vostro può fare il NFC, una modalità di comunicazione tra due dispositivi che più di qualcuno definisce, erroneamente, superata. In realtà l’abbreviazione di Near Field Communication ha ancora oggi un largo utilizzo, potendo sfruttare la modernissima modalità wireless.
Erede della tecnologia RFID, l’identificazione su frequenze radio, NFC permette di identificare due dispositivi abilitandoli al trasferimento di dati e ad altri servizi, come i pagamenti elettronici attraverso il cellulare, a patto che essi siano vicini e che dispongano di un chip integrato in grado di offrire questo tipo di connessione. Quanto? Indicativamente una decina di centimetri.

NFC vs Bluetooth: le differenze tra i due metodi di condivisione dati
Si può obiettare che la tecnologia Bluetooth sia più moderna ed efficace, ma il vantaggio di NFC è quello di non necessitare del pairing. Sarà sufficiente appunto avvicinare i due dispositivi affinché questi si “riconoscano” e avvenga il tanto agognato trasferimento di dati. Effettuare un backup “a distanza ravvicinata” è facilissimo.
È sufficiente selezionare nel primo telefono la foto o ciò che si vuole trasmettere, impostare la condivisione tramite NFC e poi accostare il dispositivo su cui si intende fare il passaggio. In questo modo verrà avviata “al volo” la connessione e la trasmissione dei dati sarà automatica. Trattandosi di un metodo per l’identificazione e il riconoscimento di due dispositivi NFC è utilizzabile anche in devices che non dispongono di funzionalità di condivisione immediate come fotocamere digitali o stampanti, oltre che in strumenti di autenticazione dotati invece di appositi chip NFC.