TV, fai attenzione a come la usi: al primo errore scatta la multa | Se non vuoi rischiare tienila spenta

Tv, multe in vista per movimenti illegali - agemobile.com (Foto Pixabay)
Occhio a come usufruite dei contenuti televisivi: le autorità vi spiano e alcuni movimenti potrebbero costarvi una bella multa.
Il mondo della televisione è in continua evoluzione e, grazie all’avvento del digitale, i contenuti offerti sono diventati tantissimi, in grado di soddisfare esigenze e interessi di diverse categorie di utenti.
Accanto alla televisione classica si sono aggiunti i canali on demand, che hanno permesso ai telespettatori di scegliere cosa guardare e in quali tempistiche.
Ma l’ampliamento della proposta ha portato anche alla nascita di alcune azioni illegali e all’aumento della pirateria con il così detto “pezzotto”, che permette di usufruire di tutti i contenuti a pagamento a prezzi ridottissimi.
Le autorità competenti, però, hanno avviato un sistema per monitorare i movimenti di tutti gli utenti, con il rischio che si possa essere beccati in flagrante e sanzionati con multe che variano da centinaia a migliaia di euro.
Tv, perché fare attenzione
Il fenomeno dell’IPTV (Internet Protocol Television) ha suscitato grandissimo interesse tra i consumatori italiani, attratti dall’idea di poter usufruire di grandi quantità di contenuti on demand. La diffusione delle piattaforme streaming ha dato vita ad una serie di canali accessibili tramite il pagamento di costi mensili o annuali più o meno esosi.
Di conseguenza, accanto all’utilizzo legale dei canali on demand, sono nati una serie di siti illeciti che permettono ai consumatori di usufruire degli stessi contenuti, ma a prezzi radicalmente ridotti. Si è sviluppato a macchia d’olio il mercato del cosiddetto “pezzotto”, che consente l’accesso a contenuti pirata tramite tecnologie IPTV. Questi servizi, però, sono assolutamente illegali e potrebbero comportare rischi significativi per gli utenti.

Attenzione alle multe: chi rischia
Il mercato del “pezzotto” matura miliardi di euro l’anno, che vanno a scapito di broadcaster e operatori del settore legale. Al fine di ridurre al minimo i danni causati da questi servizi illegali, le autorità italiane ed europee stanno mettendo a punto una serie di stratagemmi volti ad individuare immediatamente tutti coloro che agiscono in modo scorretto.
In Grecia, ad esempio, è stata approvata una legge secondo cui non è più necessario essere sorpresi mentre si guarda un contenuto illegale per essere soggetti ad una multa, ma basta anche solo possedere un’applicazione che consente l’accesso a flussi pirata. La sanzione va da 750 euro per la prima infrazione e può raddoppiare se si viene beccati nuovamente. In Italia non vi è una legge rigida come quella greca, ma la situazione è in costante aggiornamento e le autorità competenti hanno sviluppato algoritmi per bloccare automaticamente i flussi di dati provenienti da servizi non autorizzati.